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E-MOBILITY: IL MERCATO DEI VEICOLI ELETTRICI
pubblicato il 08/01/2019


Secondo i dati dell’ultimo E-mobility Report, realizzato dall'Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, nel 2016 sono state vendute ben 800 mila automobili elettriche, il 40% in più rispetto l’anno precedente. Tra il 2005 e il 2016 l’incremento in termini di stock di auto elettriche e ibride ha raggiunto il 94%, con il 72% per le nuove immatricolazioni, e nel 2017, a livello globale, sono state vendute quasi 1,2 milioni di auto elettriche, con una crescita del 57% rispetto al 2016 e più del doppio rispetto al 2015. Un trend positivo che, secondo le previsioni, dovrebbe continuare anche nell’immediato futuro, con quasi due milioni di nuovi veicoli elettrici attesi sul mercato.

A livello europeo e mondiale, Francia, Germania, Norvegia, Stati Uniti e Cina hanno adottato un sistema coerente di sviluppo per accompagnare i cittadini verso la mobilità elettrica, definendo strategie e obiettivi a medio-lungo termine. La Germania si è posta l’obiettivo di un milione di auto elettriche circolanti entro il 2020, Francia e Regno Unito puntano ad avere tutte le nuove auto immatricolate a basse emissioni a partire dal 2040, mentre l’India ha l’ambizione di decarbonizzare l’intero parco auto nazionale entro il 2030. Una menzione speciale si merita poi l’Olanda: 1 veicolo elettrico su 4 viene acquistato in questo territorio, mentre il secondo posto spetta alla Norvegia, con una quota di mercato del 18%. L’interesse per la mobilità sostenibile c’è quindi, e si fa sentire.

Tutti i Paesi europei più rilevanti in termini di immatricolazioni di veicoli elettrici sono accomunati dall’adozione di incentivi diretti sia all’acquisto che all’uso e alla circolazione. In Norvegia, ad esempio, sono previsti incentivi diretti, come ad esempio una riduzione del 25% dell’IVA al momento dell’acquisto, e indiretti, come l’accesso gratuito o a prezzo agevolato a parcheggi e traghetti, così come viene applicato un sistema di imposte che penalizza i veicoli più inquinanti. La Germania, secondo paese in Europa per auto elettriche vendute, propone invece un incentivo diretto all’acquisto pari a 4mila euro per un BEV e 3mila per un PHEV, così come la Francia, 6mila per entrambi più un’ulteriore somma se l’elettrico va a sostituire un veicolo diesel. E in Italia cosa succede? Il panorama italiano è ben diverso da quello del resto dell’Europa. Nel 2017 sono state vendute 4.827 auto elettriche, contro le 2.560 dell’anno precedente, appena lo 0,24% del totale dei veicoli italiani, di cui 1.964 full-electric e 2.863 auto plug in, cioè con la possibilità di ricarica associata ad un motore tradizionale, ma i risultati dei primi mesi del 2018 testimoniano una crescita costante del segmento.

La principale barriera all’acquisto di un’auto elettrica, secondo quasi tre potenziali acquirenti su quattro, è il costo ancora elevato delle vetture, seguito dall’inadeguatezza della rete di ricarica e dall’autonomia limitata. Gli attuali possessori hanno infatti dichiarato di usare l’auto elettrica principalmente durante il tragitto casa-lavoro e per brevi viaggi, mentre meno della metà del campione la utilizza anche per viaggi lunghi, a dimostrazione del fatto che la range anxiety si conferma un fattore determinante nel momento della scelta. Circa due utilizzatori su tre dichiara di ricaricare il veicolo a casa, e le percentuali si invertono se si considera la ricarica sul posto di lavoro, dove solamente il 42% del campione ha dichiarato di poter usufruire di questa possibilità. Complessivamente, solo il 16% degli utilizzatori di auto elettriche non ha accesso alla possibilità di ricarica privata e deve quindi fare affidamento esclusivamente sulla ricarica pubblica.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, il prezzo è solamente il quarto fattore per importanza tra quelli riportati come rilevanti nella percezione di chi già utilizza un’auto elettrica. Quelli che riscuotono il maggior interesse sono l’affidabilità e la capillarità della rete di ricarica: oltre il 50% del campione ha assegnato il punteggio massimo a questi due fattori. Di minore interesse la possibilità di prenotazione e l’esistenza di una app. Nonostante la metà del campione ritenga i prezzi attuali troppo alti, il 70% sarebbe disposto a pagare di più se la ricarica fosse più veloce.